Sei proprio certo di ottimizzare tempo e risorse nel modo corretto? Sai come lavorano i tuoi Team? 
 
L’efficacia di un team dipende infatti da molti fattori: alcuni di essi sono contingenti e dipendono dalle condizioni in cui il gruppo si trova ad operare, altri sono invece strutturali e dipendono dal modo in cui il gruppo è gestito. Questi vengono poi accentuati se i membri di un team sono dislocati sul territorio, nazionale o anche internazionale, se non trattati nel modo corretto.
Ecco alcuni campanelli d'allarme che ti faranno capire se il tuo Team è in difficoltà oppure sta andando nella direzione giusta.
 
 

1° Segnale: i membri del Team non collaborano


Uno dei primi di segnali di pericolo è quando i membri del tuo team non sono in grado di dire ciò che stanno facendo gli altri o, più in generale, un Team non riesce a capire come la sua mission sia in linea con gli obiettivi aziendali. Tendenzialmente, infatti, non si investe molto tempo in cose che appaiono non importanti. Per questo motivo bisogna avere chiare le priorità. 
 
Come stimolare la collaborazione?
È necessario essere consapevoli del problema: a volte infatti i membri di un Team non sono allineati internamente sia professionalmente che caratterialmente.

Ciò che i manager devono fare è accertarsi che la comunicazione sia fluida e i mezzi a disposizione per scambiarsi le informazioni siano sufficienti. La condivisione del proprio know-how è sicuramente un primo modo per essere più coesi, comprendendo gli obiettivi di squadra e mediandoli con quelli personali.          
     
 

2° Segnale: il Team non riesce a lavorare in modo indipendente

 
Autonomia e responsabilizzazione sono gli elementi chiave perché il processo funzioni. Se ciò non avviene significa che c’è qualche ostacolo. Un esempio può essere il collega Project Manager maniaco del controllo che non riesce a delegare. Il risultato di una mancanza di chiarezza di competenze e obiettivi porta i membri del Team a rientrare nel circolo in cui prendono ordini, continuando a fare le cose nello stesso modo di sempre. Quindi se non si affida alcun potere ai singoli Team non si potrà mai avere una distribuzione equa delle responsabilità. Il buon team leader deve infatti sviluppare fiducia reciproca tra i membri del team, celebrandone risultati e traguardi. 
 
Come incoraggiare l’indipendenza?
Innanzitutto ogni membro del Team deve poter toccare con mano l’autonomia che gli è stata data, senza che si faccia costantemente un check delle sue attività. Se percepiscono la loro appartenenza a una squadra si sentiranno più forti, lavoreranno in maniera più coesa sprigionando idee e progetti. Se si lavora, però, in un ambiente di scarsa fiducia lo spirito di iniziativa viene a mancare. Tendenzialmente questo avviene quando i manager continuano a richiedere report step by step. Per rendere fluido il processo ottimizzando le risorse, bisogna avere fiducia nelle capacità di problem solving degli elementi della propria squadra. Resta importante che tutti si fidino del lavoro degli altri occupandosi esclusivamente delle proprie attività, senza pensare continuamente a quello che stanno facendo gli altri Team. 
 
Non va escluso però il dialogo, elemento centrale per concordare i piani di attività da svolgere comprendendo anche l’impatto del proprio lavoro su quello degli altri. L'indipendenza non va confusa con l'isolamento: è importante ricordare di condividere sempre le informazioni che in proprio possesso con i colleghi. 
 

3° Segnale: il Team non è flessibile


Rivedere il proprio percorso e fare un check che la direzione presa sia quella corretta durante lo sviluppo del progetto è sicuramente tra le cose più importanti da fare perché ci permette di CAMBIARE IDEA così da garantire una riuscita migliore.  
 
Come andare a caccia di flessibilità?
Prima di tutto bisogna capire se c’è qualcosa nel proprio ambiente di lavoro che determina a priori un ostacolo al cambiamento. Solitamente è il mindset delle persone che vi lavorano. Un consiglio è quello di essere chiari circa la possibilità di apportare modifiche al progetto, se necessario, e il raggio d’azione che si ha nel farlo; senza dimenticare chiarezza nella flessibilità dei tempi di consegna stabiliti. 
 

 

4° Segnale: il Team ha paura di sperimentare


Ci sono due approcci al lavoro (riconducibili alla vita più in generale): uno è quello critico, distruttivo dove le persone si lamentano e basta; l’altro consiste nel guardare ai progetti con occhio, sicuramente critico, ma con un taglio creativo e di sperimentazione. Quindi prendete l’iniziativa e provate! 

Come contrastare la paura del fallimento?
Puntare il dito durante le retrospettive significa sottolineare gli errori. È necessario, al contrario, capire che cosa sia andato storto e per quali problematiche, portando la conversazione su un piano di crescita e apprendimento per fare meglio nel prossimo progetto. Utile è evidenziare la lesson learned nelle situazioni di difficoltà così che faccia da monito per il futuro.
Da non confondere poi un’analisi oggettiva della situazione, con invece le proprie impressioni personali, sicuramente utili, ma da tenere ben separate in un primo momento. 
 

 
Per tutti questi motivi è necessario costruire, attraverso interventi mirati, le competenze necessarie per il lavoro di gruppo con il supporto del proprio Team Leader. Da non sottovalutare è la scelta della metodologia di lavoro, che sia adeguata agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Sicuramente c'è da scegliere se orientarsi verso una a cascata,  il più tradizionale modello di ciclo di vita del software, o Agile, che permette di concretizzare attraverso una serie di processi, tutto quello spiegato in questo articolo. 

 

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Diego Banchero