Partire da un idea fino alla realizzazione di una startup.

Vi è mai capitato, tra una battuta e l’altra, di lanciare un’idea e poi dire: “ma sai che non sarebbe niente male!?”. Questo è esattamente quello che è successo a Noi. Chi non vorrebbe realizzare una startup che nasce da un’idea geniale, per poter guadagnare da essa. Ma da dove si comincia?
 

 

Tutto parte da un'idea, che al momento sembra unica nel suo genere, ma molto probabilmente se non sapete come afferrarla, diventerà un puntino destinato a vagare all’infinito; perché per quanto possa essere semplice, apre un universo di possibilità che si devono saper afferrare con decisione e chiarezza.

Questo articolo sarà il primo di una serie, scritta a quattro mani da Ester Barbato e Giulia Meneghello, per raccontare come NOI abbiamo risolto il problema, intraprendendo un viaggio che parte da un'idea poco strutturata fino a trasformarla in un prodotto unico sul mercato.

 

La prima cosa che abbiamo fatto è stata pianificare l’analisi UX, come se stessimo realizzando un itinerario. Questo è un atto di bilanciamento per ottenere la giusta quantità di informazioni entro i limiti del progetto. Il nostro obbiettivo è stato quello di intraprendere un processo che agevoli la realizzazione di un prodotto, senza allungare troppo i tempi di consegna, perché lunghi cicli di analisi e progettazione rischiano di paralizzare l’entusiasmo o di far perdere le opportunità. 

 

L’approccio dello studio UX si divide generalmente in tre fasi principali: una fase di ricerca, una fase di progettazione e un'ulteriore fase per testare e convalidare i progetti.
Definire → Progettare → Testare

Nei primi 3 articoli ci concentreremo sulla fase di definizione, dividendo il viaggio in 3 tappe fondamentali:

- Studio degli utenti

- Documentazione sugli utenti

- Studio di business 

 

Spesso capita di partite da un’idea che al momento ci sembra vincente, ma poi, più i giorni passano, più veniamo assaliti da mille dubbi: "Perché lo stiamo facendo?" "Qualcuno lo userà davvero?"

La sensazione è quella di trovarsi davanti a numerose possibilità e sentirsi bloccati: la famosa ansia del foglio bianco in cui potresti creare tutto quello che la tua immaginazione ti porta alla mente, ma ti trovi imprigionato nelle banalità.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come fanno gli altri a trovare delle idee vincenti e a guadagnare da esse? come fanno gli altri a trovare delle soluzioni geniali ai loro problemi di progettazione?
o semplicemente: Come posso capire se la mia idea è realmente efficace?

Solitamente parte tutto da un obiettivo, per quanto semplice possa essere:
Vorremmo realizzare [idea di prodotto] per [obiettivo prefissato]

 

Esempio:

Vorrei realizzare [un’app] per [aiutare le persone a fare la spesa].

Le motivazioni possono essere diverse, ma ogni progetto parte con un idea e un obiettivo, tenendo sempre conto di chi dovrà utilizzare il nostro prodotto. 

Il Customer Development è una metodologia che ci accompagnerà durante questo percorso e ci aiuterà ad orientarci tra i nostri possibili clienti e il mercato di cui fanno parte. Per fare questo, il nostro approccio vuole essere sicuramente quello del Design Thinking, quindi centreremo il nostro pensiero sui bisogni delle persone, con l’obiettivo di creare esperienze utente migliori, tenendo sempre conto del gradimento, della fattibilità e della sostenibilità economica. 

Questo perché le cose che non si conoscono sono sempre le più difficile da delineare, quindi è impensabile costruirci sopra delle soluzioni che funzionino. Per questo motivo conoscere ciò che circonda le nostre idee permette di trasformarle in prodotti vincenti.

 

Come partire con lo studio degli utenti?

Il fulcro dell'approccio al Design Thinking è l’EMPATIA, quindi lo studio delle esperienze utenti e dei loro bisogni. Per fare questo abbiamo bisogno di capire in ordine:

- Chi è il nostro utente?

- Quali sono i loro bisogni e le loro insoddisfazioni?

- Come possiamo aiutarli a risolvere queste frustrazioni?

- Le nostre soluzioni a quali bisogni rispondono?

- Queste soluzioni sono quello di cui hanno realmente bisogno i nostri utenti?

 

È giusto sapere però che, nonostante la consapevolezza dell'importanza dell'esperienza utente, potreste ancora dover vendere i vantaggi di questo approccio ai clienti e colleghi, ma fortunatamente con le giuste argomentazioni è un discorso che si vende da solo.

 

Utilizzando questo approccio abbiamo scoperto diverse opportunità che hanno reso possibile differenziare il nostro prodotto, ampliandolo con nuove funzionalità e ottenendo così vantaggi competitivi. Detto in altre parole, conoscere i nostri utenti ci ha permesso di avere delle intuizioni che con le supposizioni iniziali non avremmo mai avuto.

Provare per credere!

 

Per fare questo esistono un notevole numero di tecniche e strumenti da utilizzare, ma non è possibile utilizzarli tutti senza paralizzare il progetto: il primo passo è quello di capire quali tecniche di analisi fanno realmente al caso nostro. 

Dalla nostra esperienze possiamo dire che la pianificazione UX può diventare una sfida di progettazione a sé stante, perché hai un risultato che devi raggiungere e tocca a te decidere qual è l’approccio da adottare. Il trucco è trovare il miglior uso del nostro tempo, proporzionando tempistiche, qualità e budget, tenendo sempre d’occhio l’obiettivo da raggiungere. NOI abbiamo avuto modo di testare, per lo studio degli utenti, queste tre tecniche che metteremo a confronto nel prossimo articolo:

- Studio fotografico

- Customer Interview

- Guerilla Interview

 

 

Conclusioni:

Creare prodotti nuovi e di successo è probabilmente il sogno di ogni progettista, ux designer o semplicemente di ogni persona ambiziosa. Sarebbe bello un giorno svegliarsi con un’idea, dirla a qualcuno ed essere pagati solo per averla pensata, ma purtroppo (o per fortuna) non è questa la realtà dei fatti.

I prodotti che funzionano nel tempo sono quelli che hanno alle spalle una solida analisi, nella quale sono stati individuati, studiati e consultati gli utenti.

Come possiamo fornire un buon servizio se non conosciamo i nostri utenti? Come possiamo essere sicuri che il nostro prodotto sarà utile e risolverà le loro problematiche?

 

Il grande vantaggio della fase di analisi è il poter scegliere la metodologia da usare in base al progetto: non facciamoci prendere dal panico pensando che ogni schema sia necessariamente DA FARE.

Il trucco sta nel capire quali informazioni ci mancano e come possiamo evidenziare determinati aspetti della nostra ipotesi. Per questo motivo è utile conoscere i vantaggi e gli svantaggi che caratterizzano ogni metodologia, mettendo a confronto i materiali e il tempo di svolgimento.

 

Direi che siamo pronti… L’idea c’è, ora andiamo a conoscere i nostri utenti!

 

 

 

Ester Barbato